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La mia nuova moto!

Questo post è stato scritto da mio cugino Benni, neofita in quanto a moto ma con lo spirito del “buon motociclista”. Una moto può trasmettere belle emozioni e le righe che seguiranno ne sono una prova.

Apro la porta di casa.
Saluto il cane che ricambia dandomi una leccata sulla mano.
Vado nel piazzale.
Lei è li, leggermente inclinata sul cavalletto laterale.
Sorrido.
Apro la borsa laterale, prendo il casco e lo indosso.
Chiudo il giubbino.
Salgo in sella, metto le mani sulle manopole e levo il cavalletto.
Controllo l’equilibrio, respiro un istante e pigio il pulsante di accensione.
Il rombo è musica, da mesi aspettavo di poterlo sentire e poterlo domare.
Apro il cancello elettrico e spingo la moto fuori.
Metto il piede sul pedale e mi preparo ad inserire la prima marcia.
Ok, tutto pronto, mi sento come un pilota che si appresta a sfrecciare via…
Sarò forse esagerato ma da mesi aspettavo queste emozioni ed ora che le provo, le assaporo intensamente.
Prima andavo in giro con la mia amata Vespa 150, comoda, lenta, infaticabile, fidata.
Adesso ancora non mi capacito di avere una Bmw R 850 R.
Ovvio che si tratta di cose imparagonabili, ma è strano analizzare le sensazioni diverse che può provare un neo motociclista che inizia subito con 848 cc sotto il sedere.
Ingranare la marcia e partire è un senso di potenza nei confronti del mezzo, passare alle marce superiori da la soddisfazione di sentire lo scatto ed il motore salire di giri sempre più potente.
Oggi c’era il sole e ho preso la moto per andare all’università, prima volta in circonvallazione, strada veloce.
Prima, seconda, terza, quarta, quinta, la moto fila come se fosse da sempre la mia.
Docile, ben salda, tiene la strada da meraviglia e non mi da fatica nell’essere guidata.
Non corro, sono prudente.
Guardo il contachilometri e mi accorgo che sono già a 120 km/h…cazzo!
Non sentirli è fantastico, l’unica cosa che mi da avviso della velocità è il casco che inizia a tirare verso l’alto.
Il suono del motore è tranquillo, ovviamente è ancora ad una piccola percentuale delle sue prestazioni, però già a me basta.
Mentre cammino mi piace sentirlo e mi piace sentire il rumore del cambio.
La giornata di sole fa da perfetta cornice alla mia passeggiata.
Mi sento come se fossi in una scena di film e onestamente pensando ciò mi sento anche un pò cretino!
Sorrido.
Arrivo a destinazione.
Cerco posto, freno.
Metto il cavalletto e con un unico gesto scendo e inclino il manubrio dal lato opposto come mi hanno insegnato “quelli bravi”.
Poso il casco, metto l’antifurto.
La guardo, come si guarda una bella ragazza e come una bella ragazza la desideravo ed ora che ce l’ho sono felice.
Non è l’oggetto in se.
Non è felicità di possedere qualcosa di materiale e fisico.
Adesso posso capire tutti i centauri che considerano la moto come un qualcosa di terapeutico, liberatorio, basta solo sentire la velocità ed il vento che sibilano e pare quasi suonino.
Adesso l’ho provato, seppur per poco, ma posso dire che già sono entusiasta.
Attendo il giorno dopo per poter di nuovo uscire, libero, con la sua potenza nelle mie mani ben salde sul manubrio.
Per poter continuare a prendere confidenza.
Per poter di nuovo sentirla, potente e dolce.

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  1. Benedetto Tarantino
    20 ottobre 2008 a 1:02 | #1

    spero di aver trasmesso al meglio le mie emozioni!

  2. Marco
    20 ottobre 2008 a 8:53 | #2

    Grazie, mi date sempre delle belle emozioni.

  3. Benedetto Tarantino
    20 ottobre 2008 a 15:26 | #3

    E’ bello condividere le emozioni che suscita una passione comune

  4. Gandalf
    20 ottobre 2008 a 15:37 | #4

    l’hai fatto perche’ sono state anche le mie :-)

  5. Melus
    20 ottobre 2008 a 18:42 | #5

    E’ bello ancor oggi sentir parlare di emozioni.
    Nella civiltà dei consumi e del tutto subito e ad ogni costo è sempre più difficile provare delle emozioni. Oggi un giovane legge la prova sintetica di un superbolide da 140 cavalli su una rivista motociclistica da 300 pagine dove 280 sono riservate a pubblicità relative a profumi, profilattici, scarpe, creme antiruga, energetici, occhiali, cellulari, cinte, cravatte, gioielli, orologi etc.
    Le restanti 17 pagine sono dedicate al mondo della moto, dove si provano 25 scooter, 3 triker, 4 quad, 2 motoslitte e una moto d’acqua. Infine le ultime 3 pagine vengono dedicate alle prove di 5 moto, dove però vengono anche menzionate le marche dei capi tecnici usati per vestire il tester: giubbino, pantaloni, stivali, casco, e guanti.
    Il sopramenzionato giovane legge con attenzione la prova di mezza paginetta della moto che vede per la prima volta in quella rivista e che lo fa impazzire, e già l’indomani fa lo sciopero della fame e della sete perché vuole che i genitori gliela comprino. Riesce nel suo intento e dopo tre giorni eccolo con i suoi genitori presso il concessionario a stilare il contrattino. Le finanziarie poi compiono il miracolo, considerato che oggi si può ottenere un prestito di 30 mila euro a interessi zero restituibile con 10 mila comode rate, dimostrando semplicemente che vivi pulendo i vetri delle auto in pianta stabile, indicando se il caso (a garanzia) il crocevia dove lavori.
    Eccolo quindi sul suo bolide tanto desiderato e per cui adesso non prova un bel resto di niente. Dopotutto quella moto richiederebbe qualche pezzo che la renderebbe ancora più cazzuta, almeno agli occhi degli altri. Qualche altro migliaio di euro per montare uno scarico aperto ululante, qualche pezzo in carbonio per migliorare ulteriormente il rapporto peso potenza, gomme racing, qualche pezzo in alluminio ricavato dal pieno, freni e ammortizzatori speciali. Chi paga? Questa volta il papà il quale convinto della estrema necessità delle modifiche sgancia il malloppo in contanti. Adesso la moto è perfetta ed il giovane comincia a fare le sue prime uscite ma la moto non riesce a comunicargli un bel resto di nulla a parte quel triste e monotono ululato che esce dagli scarichi roventi del bolide. Ma dai oggi e dai domani anche questo suono comincia a stargli sui maroni e quasi si desidera qualcosa di più silenzioso. E dai oggi e dai domani si rende conto che quegli ammortizzatori per moto da GP gli stanno spezzando le ossa. Torna a casa sempre più stanco, rotto e infastidito. Facendo il punto della situazione si è reso conto che forse quella moto non è per lui e che il tutto si e rivelato un grosso abbaglio.
    Ma un giorno sfogliando una nuova rivista motociclistica da 400 pagine il nostro giovane rimane letteralmente scioccato da una nuova ipersport tutta xxx rrr sss zzz da 180 cavalli alla ruota. Questa si che fa per me. Altri tre giorni di sciopero della fame e quella moto sarà già nel suo box.

    Melus

  6. Benedetto Tarantino
    20 ottobre 2008 a 21:44 | #6

    Quello che dice Melus è verissimo, in giro ci sono sempre più moto aggressive che ululano e sfrecciano a 100km/h in città portate da ragazzotti che poco ci manca e volano alla prima accelerata!
    Io non mi reputo un motociclista ma semplicemente un ragazzo che si è avvicinato in punta di piedi all’acquisto di una moto che da sempre è stata per me “la moto”. Non ero incantato ne dai cavalli, ne dalle altre bellezze tecniche, per me la mia R 850 è una filosofia, è il mio equivalente su 2 ruote…Sarà pure strano ma se dovessi elencare le caratteristiche della mia moto sarebbero le stesse della mia persona!

  7. Demonio Pellegrino
    23 ottobre 2008 a 10:08 | #7

    benvenuto nel mondo del motociclismo! hai scelto una gran bella moto, tra l’altro!

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