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Il centauro fachiro!

Mi chiedo se l’estrema ricerca stilistica riversata su una motocicletta possa anche andare d’accordo con le esigenze di chi la dovrà condurre.
In parole povere sembra che la maggior parte delle moto d’oggi siano concepite seguendo la moda del minimalismo, dove tutto ciò che deve servire per garantire l’accoglienza del suo conducente e del relativo passeggero passa in secondo piano.
Ciò che occorre mettere in risalto sono quei componenti che maggiormente saltano all’occhio: telaio, motore e ciclistica.
Il motociclista e le sue esigenze passano in secondo piano, anzi, non contano più nulla!
Vediamo così selle ridotte a semplici strapuntini, mentre per il passeggero quasi nulla.
Quest’ultimo relegato, per il più delle volte, in una sorta di attico dove la convivenza con chi guida diventa davvero problematica.
Parafanghi anteriori ridotti ad una piccola unghia, però rigorosamente in carbonio, mentre i posteriori ormai sono stati completamente eliminati.
Poco importa se in caso di pioggia il povero conducente e relativo passeggero dovranno viaggiare immersi in una nube d’acqua che giungerà loro dall’alto e dal basso.
Poco importa se anche una piccola pozzanghera ridurrà in uno schifo la moto lavata pochi attimi prima e se degli escrementi di vacca se li ritroverà incollati su scarpe e pantaloni.
Il parafango appesantisce la linea della moto, quindi eliminiamolo.
Quello che conta è la linea!
Il silenziatore è anch’esso diventato elemento di disturbo nella purezza delle linee e quindi va nascosto.
Sembra che il tentativo di celarlo sotto la sella facendolo uscire dal codone non abbia dato ottimi risultati.
Eccolo allora passare sotto la pancia del motore sfociando alla vista di tutti con una sorta di moncherino a volte triangolare, quadrangolare, pentagonale, ma non più rotondo.
Minimalismo nelle pedane di conducente e passeggero, che occorre cercarle con il lanternino per capire dove sono situate.
Non più rivestite con elementi antivibranti in morbida gomma, ma in nudo metallo, possibilmente ricavato dal pieno.
Minimalismo anche nel quadro degli strumenti, rigorosamente digitale e ridotto ormai alla grandezza di un francobollo, dove occorre una vista 10 decimi ed un corso di informatica per capire le 200 funzioni che racchiudono ma che raramente ti informano mai quando sei in riserva.
Minimalismo anche nella leva del cambio e del freno posteriore, ridotti a dei semplici piolini, sempre più nascosti e difficili da raggiungere, anch’essi privi di qualunque rivestimento in gomma, ma in compenso ricavati dal pieno.
E’ questo il futuro della moto?
Mezzi sempre più performanti, più tecnologici e naturalmente più cari?
Che espongono i loro elementi più “attraenti” come specchietti per le allodole, ma che riducono all’osso tutto ciò che deve servire al benessere del conducente!
A questo punto mi chiedo se sarà il motociclista a cambiare i dettami della moto o se sarà la moto a imporre i suoi dettami al motociclista.
In quest’ultimo caso il futuro ci porterà un nuovo tipo di centauro, sicuramente più votato al sacrificio e alla sofferenza, il centauro fachiro!
  1. pilotino
    9 ottobre 2008 a 11:30 | #1

    riconosco il codino buell, che senza portatarga di serie(è orendo) è davvero piccolo, impossibile portare qualcuno dietro (un mio amico prendendo un buco s’è perso la mororsa) Lo scarico tranne in questo caso sta diventando sempre più grosso per le norme anti inquinamento e sono davvero brutti… E’ anche vero che adesso anche sulle naked stanno arrivado motori più potenti che prima erano per pochi intimi… hornet 900, mt1000, ora il cb1000, fz1, il b-king 186 cavalli!!! Che dire per i malati della potenza… le naked stanno facendo il passo da moto da passeggio a moto da competizione con impostazione diversa dalle supersport

  2. Melus
    10 ottobre 2008 a 18:07 | #2

    In un certo senso si sta seguendo la strada aperta già da tempo dagli americani. Loro se vogliono aumentare potenza lo fanno incrementando la cilindrata. Noi al contrario otteniamo potenze inaudite lasciando inalterata la cilindrata e lavorando su elettronica, compressione, iniezione, alleggerimento delle parti in moto alterno e rotatorio ed aumentando in maniera spropositata il numero dei giri. Risultato: un motore che dura molto meno, che consuma di più, che richiede più manutenzione, assetato di benzina e di olio, privo di coppia e di sostanza se non lo spingi oltre gli 8 mila giri.

    Melus

  3. Birra
    11 ottobre 2008 a 15:17 | #3

    Dall’articolo sembra quasi che il conducente sia un qualcosa in più… In effetti le soluzioni estetiche sembrano quasi avere la meglio sulla praticità di utilizzo. Ma questo è il meno se si pensa che anche le prestazioni sono ben oltre l’utilizzo che un normale conducente potrebbe fare con questa belva per strada…
    Sì, il centauro fachiro nell’ipotesi migliore, poi c’è il centauro a piedi, perchè ha finito i punti…
    Continuiamo pure così, ma secondo me prima o poi dovremo (noi e le case cotruttrici) fare i conti con il senno.

    Burp!

  4. Melus
    12 ottobre 2008 a 18:56 | #4

    Ho la vaga sensazione che con il futuro non verrà il senno. Adesso stiamo assistendo ad un continuo crescendo nelle cilindrate, seguendo la strada già dettata dagli americani. Solo che da loro il carburante costa ancora una sciocchezza. Da noi invece…..

    Ciao

  5. Demonio Pellegrino
    16 ottobre 2008 a 10:40 | #5

    melus, d’accordo con te al 100%. Tra l’altro, sullo stesso tema, sto facendo un riassunto di una comparativa fatta da un giornale francese tra 8 modelli di quattro marche diverse, due per marca, uno vecchio e lo stesso modello nuovo. In quasi tutti i casi il nuovo va peggio, consuma di piu’ e ha piu’ problemi al motore.

    Non male, eh?

  6. Melus
    16 ottobre 2008 a 11:37 | #6

    Ciao Demonio, sarà interessante leggere questa prova. A proposito, come va la tua Mana? C’è una moto che per adesso mi incuriosisce a che sto cercando di provare: l’Honda DN. Secondo me potrebbe tranquillamente prendere il posto della tua Mana e sono certo che non ti darebbe fregature. Prova a darci un’occhiata.

    Ciao

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