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Archivio per 13 ottobre 2008

Motociclisti di ieri, motociclisti di oggi!

13 ottobre 2008 5 commenti

Mi sono sempre chiesto quale sia la differenza tra il motociclista di ieri e quello di oggi, e se la maggiore bravura dell’uno o dell’altro sia da attribuire ad una superiore attitudine di guida verso questi mezzi o semplicemente alla migliore qualità costruttiva di questi ultimi stessi.
Certo che portare una Brough Superior a raggiungere le 100 miglia orarie non era un’impresa tanto facile, anche se a guidarla era lo stesso Lawrence d’Arabia, per di più su strade nemmeno asfaltate e con freni e sospensioni nemmeno lontanamente paragonabili a quelli che dotano le moto d’oggi.
Ma lasciamo stare l’esempio del grande Lawrence e andiamo a periodi che un po’ tutti conosciamo.
Tornando ad una trentina di anni addietro chi non ricorda le stupende bicilindriche Laverda 750 e poi le tricilindriche 1000 Jota, le Guzzi V7 Sport, i pomponi Ducati, le Kawasaki Mack I, II, III, le Honda CB 750, le Triumph Trident etc.
Erano delle macchine che raggiungevano con facilità velocità prossime ai 200 Km/h, ma che non avevano nulla a che vedere con le odierne ipersport e che non potevano certo competere con loro per maneggevolezza, frenatura, sospensioni e telai.
Non vi erano centraline che dialogavano con il motore, regolando la portata d’aria agli iniettori o misurando la temperatura e la pressione esterna per meglio ottimizzare la carburazione.
Non vi erano frizioni antisaltellamento, ammortizzatori ultraregolabili, ABS, o il controllo automatico della stabilità (ASC).
Erano macchine dalla risposta spigolosa, pesanti, poco agili, mal frenate ed estremamente vibranti. Richiedevano centauri con braccia e polsi forti che le dovevano domare prendendole per le corna, con un’esperienza non certo comune a tutti i motociclisti.
Chi entrava da un concessionario Laverda, tanto per fare un esempio, per acquistare una 750 SF non era certo un pivellino di patente fresca che si era innamorato della moto leggendo la prova in una rivista, così come può accadere facilmente oggi.
Chi acquistava una moto del genere era uno che aveva i calli nel sedere e di chilometri e moto ne aveva macinati abbastanza.
E allora erano migliori i motociclisti di ieri?
Penso proprio di si, com’erano migliori i piloti da gara di moto e di auto di ieri che non avevano alle spalle tre meccanici solo per regolare la leva a pedale del cambio e cinque ingegneri pronti ad esaudire tutti i sospiri del campioncino di turno ed ascoltare i suoi piagnistei se la sua moto per quella volta non avesse vinto.
Altri tempi, altra stoffa, altra tempra!

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