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Nuova Moto Guzzi V7 Sport con telaio rosso? Vi prego, questo no!

Moto Guzzi V7 Sport con telaio rosso

E vada ancora per la neo nata V7 Classic, moto che tranne le sovrastrutture condivide tutto con la Breva 750.
Ma andare a produrre una moto con gli stessi colori della mitica V7 Sport e addirittura verniciando il telaio di rosso come nei primissimi V7 sport, questo no, mi sembra un’offesa alla memoria di quel glorioso modello.
Il tutto poi supportato dal quel motore di 750 cc. della piccola Breva che non dà più di 47 cavalli… mi sembra proprio troppo!
Mi auguro che tutto ciò sia una semplice esercitazione o meglio un sondaggio di mercato per capire se un giorno sarà produttivo riprendere a costruire la vera V7 Sport con il telaio rosso.
Sono certo che per molti quella colorazione abbia solo un significato estetico, e invece non è così poiché dietro a quel colore vi è una bellissima storia.
Nel 1967 Lino Tonti fu chiamato alla Guzzi per affinare una macchina già valida come la V7.
L’intento era quello di creare una moto con cui la Guzzi sarebbe andata, nel 1969, a caccia di numerosi record.
A seguito degli ottimi risultati ottenuti Guzzi decide di produrre una vera moto sportiva affidano a Tonti l’escuzione del progetto. I parametri dettati dalla Guzzi per la realizzazione di tale macchina erano i seguenti: velocità 200 Km/h, peso 200 Kg, marce cinque.
Lino Tonti assieme al suo collaboratore Alcide Biotti si mette subito al lavoro, sviluppando nella sua stessa cantina il famoso telaio.
La riuscita fu eccezionale al punto che il motore del V7 da record montato su detto telaio produce un abbassamento di tutti i tempi della precedente V7 da record.
Nasce così la V7 Sport, e per evidenziare la bontà di quel telaio granitico progettato e costruito da Lino Tonti, questo venne colorato in rosso.
Detto colore corredò solo i primi 150 esemplari di detta moto, dopodichè la Guzzi, non se ne capisce il motivo, optò per la colorazione in nero. Quel telaio ha corredato tutte le grosse sportive della Guzzi fino ad oggi.
Adesso verniciare di rosso il telaio delle piccole Breva scimmiottando le sovrastrutture ed i colori della mitica V7 Sport mi sembra ingiusto. Sono certo che di lassù il nostro Lino Tonti non sarà molto contento.
A questo punto non capisco come mai la Moto Guzzi non abbia tentato questa strada riproponendo una vera Guzzi V7 equipaggiata con un bel motorone della serie grossa, magari a quattro valvole, con le stupende sovrastrutture verniciate in verde pallido metallizzato, con quel bel manubrio (pluriregolabile) con le canne appaiate agli steli della forcella che consentiva ai suoi proprietari di poter agevolmente variarne l’altezza, ed infine con quello stupendo telaio, magistralmente realizzato dal vulcanico Lino Tonti, naturalmente e questa volta giustamente, verniciato in rosso!

  1. Leo
    23 settembre 2008 a 18:07 | #1

    Ma io dico…ci vuole tanto a dargli una manciata di cv in più e un paio di coperchi teste tondi per farla veramente vintage!? Se la guzzi guardasse di più al lavoro della Triumph…

  2. Gandalf
    23 settembre 2008 a 19:15 | #2

    ma una foto?

  3. Willy
    23 settembre 2008 a 21:31 | #3

    Ho cercato qualche immagine in rete ma per adesso nulla. Puoi vedere una foto sul Motociclismo di questo mese.

  4. aquila rossa
    30 settembre 2008 a 13:52 | #4

    mi sembrate non informati correttamente.
    La v7 sport sarà equipaggiata con il 1100cc della Griso.
    Quindi i cavalli ci sono.
    Un lampo a tutti

  5. Melus
    30 settembre 2008 a 19:31 | #5

    aquila rossa, ricapitoliamo. La moto Guzzi che quanto prima adotterà il motore della Griso si chiama 1200 Sport e non V7 Sport.
    Attualmente alla Guzzi non esiste un modello denominato V7 Sport. Esiste un rifacimento della gloriosa moto in scala ridotta, utilizzando telaio e motore della piccola breva denominato V7 Classic. Adesso, notizia fresca fresca, sempre su medesimo modello V7 classic verrà presentata una versione che riproduce colori e sembianze della famosa V7 sport telaio Rosso degli anni ’70, denominata V7 Sport.

    Ciao

    Melus

  6. giacomo
    4 ottobre 2008 a 14:16 | #6

    salve a tutti,
    Sapete mica se è previsto anche un colore nero per la V7 classic ( oppure per il modello sport).
    Secondo voi nuovi modelli compariranno al prossimo eicma di novembre.
    Vi ringrazio

    Ciao a tutti.

  7. Anonymous
    16 ottobre 2008 a 12:27 | #7

    sì, la V7 Classic è già disponibile nera con scritte oro. non male a mio parere

  8. falcogiallo
    12 dicembre 2008 a 14:29 | #8

    Telaio rosso non era solo colore diverso, veniva assemblata nel reparto corse, dopo i primi 150 esemplari passò alla normale produzione in linea di montaggio col telaio nero: la differenza quindi c’era (artigianale contro serie) e infatti le rare telaio rosso costano circa il doppio delle tealio nero.
    PS il 750 attuale ha 47 contro i 70
    del v7sport degli anni ’70 perchè è fatto col basamento del 350 di 30 anni fa! Se lo pompano ancora poi scoppia il carter! Comprate solo quelle grosse, almeno i motori sono nuovi (a meno che non vi interessi solo l’estetica, allora è bella anche la v7)
    Ciao

  9. Willy
    17 dicembre 2008 a 23:53 | #9

    Ciao falcogiallo,
    grazie per aver condiviso queste tue conoscenze. Vieni a trovarci spesso!

  10. carmine
    28 marzo 2009 a 16:18 | #10

    Sono pienamente daccordo con l’autore dell’articolo della suddetta v7 sport “telaio rosso”. La MotoGuzzi sbaglierebbe( deluderebbe gli appassionati) se producesse una v7 solo con la colorazione della vera V7 telaio rosso solo per appagare un gusto stilistico.
    Ben altra cosa sarebbe produrre una V7 con un centinaio di cavalli ruggenti, freni e sospensioni all’altezza, semimanubri. Allora si, fatelo, colorate pure quel telaio di rosso, e la nuova nata di Mandello del Lario diverrà un icona del motociclismo del secondo millennio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Spero che qualcuno che conta alla MotoGuzzi legga questo articolo, ascolti le richieste degli altri utenti, e spinga seriamente per la produione di questo modello e l’aquila di Mandello volerà di nuovo con le sue ali nell’olimpo del motociclismo mondiale.
    Carmine.

  11. 30 marzo 2009 a 10:45 | #11

    @carmine

    Una V7 telaio rosso per come la prospetti tu costerebbe un bel mucchio di soldi, forse più di una Griso. Rappresenterebbe sempre una moto da nicchia e alla fine penso che il volume di vendite sarebbe così limitato
    da non rendere produttiva una simile iniziativa. La cosa migliore quindi
    rimane quella di imbellettare la V7 sport con un telaio rosso e sperare che qualche sprovveduto possa invaghirsene.

    Ciao

  12. Alberto
    10 settembre 2009 a 1:21 | #12

    Telaio rosso: Tubi al Cro.Mo (Cromomobdileno) carter fusi in terra assemblate in reparto corse

    Telaio nero: Tubi acciaio normale (anche se in realtà anche le successive telaio nero per un bel pezzo sono dotate di telaio al Cro.mo in quanto la fabbrica che assemblava i telai (la Innocenti) in previsione di una grossa produzione aveva fatto scorta dei suddetti tubi) e carter stampati.

  13. Alberto
    10 settembre 2009 a 1:26 | #13

    Per quanto riguarda i motori basterebbe usare il basamento del 1100 per ricreare una V7 con i controcosi,mancano i soldi però e le continue critiche sull’affidabilità nn giovano di certo a rilanciare il marchio
    le ducati perdevano pezzi fino a metà degli anni 90
    le harley arrugginivano
    pure le bmw scoppiano
    ma nessuno ne parla male

    marketing ben studiato

    salut

  14. Renz
    4 gennaio 2010 a 1:33 | #14

    La moto fotografata in testa a questo articolo non è una “Telaio rosso” ma una telaio nero
    riverniciata di rosso. Le differenze fra le 2 moto sono molte e sono inconfondibili.
    Coediali saluti.
    Renz

  15. Renz
    4 gennaio 2010 a 2:00 | #15

    La foto in testa a questo articolo non è una telaio rosso, ma una telaio nero riverniciata di rosso. Purtoppo ho l’età per averle possedute entrambe. Le differenze estetiche sono molteplici ed inconfondibili al minimo sguardo. Nell’uso, credetemi, sono due moto dfferenti: la telaio rosso è una moto come il dott. Jeckil (credo si scriva così) ha una doppia personalità, è più maneggevole, ma se ci si dà dentro, è più corsaiola dell’altra.
    Ecc. ecc.
    Altra roba, quella di quegli anni, erano opere d’autore. Non è enfasi, è la pura verità
    che può verificare, sopratutto oggi, qualsiasi motociclista attento e sensibile.
    Si sentiva in quelle moto (e si sente ancora di più oggi) che dentro il metallo è stata profusa, da un manipolo di persone straordinarie, una passione ideale nel fare e nel dare il meglio di sè. Ma erano altri tempi. Gli anni passati da allora, sono pochi, ma è la mentalità che è mutata totalmente: non c’è più l’deale nell’orizzonte delle persone. Lo si sente perfino anche dentro le moto !
    Renz

  16. 4 gennaio 2010 a 20:19 | #16

    @Renz

    Bravissimo Renz. Hai colto nel segno. Volendo sintetizzare le tue considerazioni potremmo dire quello che da tempo ho sempre affernato: le moto di oggi non anno anima. E questo perchè? Per il semplice fatto che vengono progettate facendo larghissimo uso di programmi computerizzati che inserendo i dati ti progettano un telaio senza nemmeno un disegno, un’idea e purtroppo senza la lunga sperimentazione su prototipi. E così dicasi anche per il motore. Quando Lino Tonti ebbe l’incarico di progettare il telaio della V7 sport vi lavorò giorno e notte, provando e riprovando, accorciando, allungando, limando e poi ancora provando e riprovando con prototipi guidati da esseri umani per migliaia e migliaia di chilometri e non certo simulando prove virtuali al computer. L’anima in una moto si trova solo se chi la progetta vi infonde la propria anima. Altrimenti usciranno dei prodotti privi di personalità e vuoti nelle sensazioni che dovrebbero riuscire a donare.

  17. Kentauros
    30 settembre 2011 a 21:05 | #17

    E’ già stata prodotta e purtroppo uscita di scena con rimpianto di tutti i guzzisti l’unica vera e degna erede della gloriosa V7, era la V11 sport (1999…), la prima serie era disponibile anche con telaio rosso e sovrastrutture verde legnano e con oltre 90 cv ed una coppia da TIR permetteva ai più smaliziati di non avere alcun timore di fronte a nude come il ducati monster o le plastiche giapponesi. Certo non era una sportiva pura come la progenitrice ma il fascino non le mancava, nonostante qualche piccola pecca e la necessità di costanti amorevoli cure…

  18. francesco
    7 novembre 2011 a 15:06 | #18

    la moto oggetto in foto non è un “teleio rosso” o almeno lo era, il cambio non è il suo, i semimanubri non sono di questa serie, cavalletto non era verniciato in rosso, la piastra forcella superiore era in nero grinzato, probabilmente è un telaio nero.

  19. Gabriele
    19 febbraio 2012 a 20:51 | #19

    PERCHE’ ? Dopo la V7la V 11 le molte versioni delle California non provate a progettare altri tipi di moto curando di più la stabilità la sicurezza e nello stesso modo la robustezza quella che nella moto Guzzi era apprezzata. Allora perché queste doti o pregi non li applichiamo ad una moto a tre ruote ?

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