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L’imponderabile!

Nella carriera motociclistica di ognuno di noi vi è un momento in cui a seguito di qualche spiacevole vicissitudine ci soffermiamo a riflettere, traendo delle conclusioni determinanti per il proseguo della nostra passione.
Di questi momenti ne ho avuti diversi, ma quello che sembrò il più rilevante e che mi portò ad una lunga riflessione fu quando assieme a mia moglie rischiammo di finire per terra e per di più arrotati da un’auto che ci seguiva, per via di un cane, un magro e spaventato cirneco che mi si parò dinnanzi come per incanto nel bel mezzo di un viadotto autostradale alto una cinquantina di metri.
La strizza fu tale che per alcuni attimi sentii di non potere più respirare tanto le mie costole erano serrate.
Ma non si trattava di una costrizione dovuta ad una forte strizza!
Erano le braccia di mia moglie che mi serravano il busto come in una morsa d’acciaio.
Solo quando gli dissi di mollare la presa e che il pericolo era passato, potei riprendere a respirare.
Quella brutta disavventura lasciò un segno indelebile in entrambi al punto che mia moglie per un lungo periodo non volle più salire in moto.
Capimmo che la mia esperienza e la mia prudenza potevano essere utili per salvaguardare maggiormente la nostra incolumità ma che dinnanzi all’imponderabile c’era ben poco da fare.
E quel piccolo cane color nocciola ce lo fece capire immediatamente!
  1. Gandalf
    8 settembre 2008 a 19:07 | #1

    2 incidenti, entrambi per colpa di un cretino: uno a 23 anni, 90Km/h, frontale, manco una protezione, un volo dalláltra parte dell’auto eppure manco un graffio, tanta voglia di ricomprarsi la moto ma prima la mancanza di soldi (la causa é andata avanti 10 anni…), poi la partenza per il Belgio, ho dovuto aspettare i 28 anni per ricompramela… il secondo un anno fa, a 34 anni, manco 30Km/h, mi tagliano la strada, protezioni etc eppure frattura scomposta in 3 della clavicola, operazione con placca e sei viti, causa ancora in corso ma sti cavoli, il giorno dopo giá pensavo a quale moto comprare, 7 mesi di attesa per ordinarla per vari motivi (riabilitazione, altre spese, etc.), un anno esatto tra incidente ed arrivo della moto questo Luglio.

    Mai pensato un attimo di non ricomprarmi la moto, ma ora ho gli occhi anora piú aperti di prima e guai a chi fa una minima stronzata che sia una a mettere minimamente in rischio la mia vita: me lo mangio, a rischio di risultare cafone.

    Poi si puó morire anche aspettando l’autobus mentre un ubriaco ti spiaccica contro il muretto…

    Lamps

  2. Birra
    20 settembre 2008 a 9:19 | #2

    Io credo nel destino: quando è il tuo momento ovunque ti trovi, quello che ti stacca la corrente sa dove sei e quando non tocca a te capitano degli eventi da circo equestre…
    Dico questo perchè ho passato indenne delle situazioni che non so ancora spiegarmi come ho fatto: quasi che la mia moto mi dicesse “lascia fare a me babbeo, che ti faccio vedere come uscire vivi da questo casino”. Il momento peggiore che abbiamo passato io e la mia donna è stato quando abbiamo perso un amico il giorno stesso che era in giro in moto con noi. Chissà magari è proprio lui che mi fa scampare alle cadute…

    Burp!

  3. Anonymous
    28 settembre 2008 a 12:42 | #3

    ho la moto dall’età dei 16 anni, ora ne ho 34, ho perso amici e trovati tanti altri… bisogna vivere la vita chilometro per chilometro. Percorro mediamente 30000 km all’anno e di spaventi ne ho presi tanti, ma non sto ad elencare… mai pensato nemmeno una volta di poter vivere senza una moto. Una volta, in seguito ad un problema…pur di non rimanere nemmeno un istante comprai un cb125 ad una cifra ridicola, non me ne sono più separato e mai lo farò, mi serve per ricordare…comunque le cose migliorarono, sono e sono stato fiero possessore di altre motociclette tutte da consumare!
    Chilometri a tutti!

    minicooper 1300 da http://www.devilstars.com

  4. Melus
    28 settembre 2008 a 20:55 | #4

    Questi spaventi che prendiamo non sono affatto vani e non son cose da far sparire al più presto nel dimenticatoio. Anche se rappresentano uno spiacevole ricordo serviranno a migliorare il nostro bagagliaio di esperienza e ci aiuteranno nel futuro a vedere le cose con maggiore chiarezza.
    La strada purtroppo è una giungla e noi dobbiamo imparare a saperci muovere dentro di essa.
    Illudersi che tutte le cose debbano accadere solo agli altri e non a noi è un’illusione che prima o poi paga.

    Ciao

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