In moto, sempre e comunque!
L’esigenza di mollare il trambusto delle città, la voglia di percorrere spazi diversi, il desiderio di libertà, la voglia di ritagliarsi un momento tutto proprio, ci porta ad usare la moto anche nelle condizioni climatiche più avverse.
Non mi meraviglio quindi quando leggo di motociclisti che nonostante una giornata con temperature proibitive inforcano la loro cavalcatura per andare a pelare le curve di qualche passo di montagna o incontrarli sotto la neve o la pioggia battente sulle nazionali o sulle autostrade.
Chi non è dei nostri, non potrà mai capire e magari proverà della compassione nei confronti di un disgraziato che si trova (chissà per quale oscuro motivo) a deambulare in condizioni così disagiate.
Il sardomobilista penserà: “guarda come si sta bagnando quel pirla, e che freddo deve sentire… male per lui che ha scelto la moto come mezzo di trasporto… chi lo obbligava proprio oggi ad uscire con questo tempo?… vedrai questa sera che bella influenza si beccherà!”.
Lui invece se ne sta seduto sui sedili in velluto della sua quattroruote, coccolato dal suo impianto di riscaldamento a 80 gradi e da un sottofondo musicale del suo stereo da 1000 watt.
Ma quel povero disgraziato motociclista non se la sta passando affatto male!
E’ ben coperto con un abbigliamento adeguato alla bisogna.
Non sente freddo e non si bagna, anche se viaggia dentro una nube d’acqua.
Non si sente affatto un disgraziato!
Con la coda dell’occhio guarda il sardomobilista che a sua volta lo osserva compiaciuto di non trovarsi al suo posto.
Nei suoi confronti il motociclista non prova invidia e nemmeno lo sfiora lontanamente il desiderio di ritrovarsi seduto in quel comodo e caldo abitacolo.
Non lo scambierebbe nemmeno per tutto l’oro del mondo.
Lui si sta divertendo, mentre l’altro si sta solo accingendo ad effettuare un tragitto.
Ogni tanto qualche brivido di freddo sale lungo la schiena, qualche spiffero d’aria s’insinua dentro il casco, le dita cominciano un pò a gelare, ma basta ogni tanto aprire di più la manetta del gas, impostare qualche curvetta alla grande ed ascoltare il motore che sale di giri e tutti quei piccoli disagi si dissolvono come per incanto!




 
 



ho cominciato il mio lungo viaggio in moto, questa estate, proprio sotto la pioggia battente, e non me ne fregava nulla, perché ero in moto, in vacanza
Bel commento… hai lo spirito giusto… quello che fa andare “in moto sempre e comunque!”
Hai colpito nel segno! E’ proprio così che mi sento quando quei co…ni mi guardano dalla loro scatoletta di m…. mentre sta diluviando o nevicando!
Ma non è tutto qui. Mi è capitato spesso di incontrare italiani in giro per l’Europa arrivati con l’aereo (loro), che ci chiedevano con aria impietosita a me e alla mia donna come eravamo arrivati fin lì. Da notare che in quelle occasioni avevamo sempre casco e tutta di pelle…
Burp!
Quando un sardomobilista e i suoi passeggeri giungono alla meta esclamano: meno male siamo arrivati!
Quando un motociclista giunge alla meta invece dice: peccato sono arrivato.
Questo vuol dire che per l’automobilista il tragitto che occorre per giungere alla meta rappresenta solo una scocciatura. Per il motociclista invece il vero piacere del viaggio è proprio il tragitto. Che lo faccia poi sotto il solleone, la pioggia o la grandine per lui poco importa. Ed è proprio questo quello che non riesce a capire il sardomobilista.
Ciao