Alla ricerca del tesoro perduto.
Riportare in strada un particolare “pezzo” pregiato scovato dopo anni di oblio non è sempre facile. Ecco quali sono gli aspetti burocratici e le procedure per la reimmatricolazione di un veicolo d’epoca.E’ bello andare alla ricerca di moto e scooter d’epoca da restaurare.
Una vera e propria caccia al tesoro.
Si seguono delle piste in base alla segnalazione di un tale che ricorda di aver visto un modello appetibile in un determinato luogo o che addirittura ne conosce la sua esatta ubicazione.
Ma anche la ricerca senza nessun indizio è altrettanto affascinante.
I territori di caccia preferiti sono i paesi o le borgate di città dove ancora la gente non è tanto “scannaliata”, così come si dice nel gergo palermitano.
Si gira a piedi, col motorino o in bici, e con fare distaccato, si sbircia dentro la saracinesche aperte delle piccole officine, nei garage, nelle rimesse dei casolari o all’interno dei capannoni rurali.
Può capitare che, magari, accanto ad un trattore, sotto un telone impolverato, si intraveda una ruota, una targa, un fanale, insomma un elemento che ci faccia intuire di aver trovato qualcosa che potrebbe rivelarsi interessante.
Alcune volte si può trattare di un rottame di nessun valore storico o affettivo, altre ci si può imbattere in una moto o uno scooter che vale la pena tentare di mettere nel nostro carniere.
Iniziamo così le trattative con il proprietario, il quale, potrebbe, nel migliore dei casi, chiedere cifre irrisorie pur di disfarsi di quell’ingombro che occupa spazio inutilmente, oppure pretendere cifre astronomiche che fanno scappare a gambe levate sin dal primo approccio.
Sembrerà strano, ma è più facile portare a casa un mezzo di un certo valore storico pagandolo per quanto vale che non un cumulo di ruggine di scarso pregio.
Le motivazioni di certe richieste elevate vengono giustificate da particolari motivi affettivi o solo perchè si ritiene (per ignoranza) che qualsiasi ferrovecchio rappresenti qualcosa di eccezionale.
Il consiglio da dare a chi desidera intraprendere questo tipo di attività hobbistica, è quello di portare a termine più rapidamente possibile la trattativa d’acquisto.
Perdere tempo dicendo di ritornare dopo averci ripensato, o cercare di allungare i tempi nell’intento di veder calare le aspettative del venditore significa, talvolta, rischiare di perdere l’affare.Ma il più delle volte il cattivo fine della trattativa non è condizionato esclusivamente dal mancato accordo tra il venditore e l’acquirente.
Quante volte abbiamo fatto marcia indietro poichè ci siamo trovati di fronte a problemi burocratici.
Mezzi senza targa ma con libretto, o viceversa, oppure senza targa né libretto, o con i documenti il cui intestatario non è l’attuale detentore.
Sono delle circostanze che fanno scattare immediatamente un campanello d’allarme e che il più delle volte portano a desistere dall’impresa.
Seccature da risolvere con costi, tempi e pazienza non certo indifferenti.
Chi intende portare su strada un motociclo restaurato, che purtroppo non ha i requisiti per circolare, deve adempiere ad un bel pò di procedure. Prima di iniziare le operazioni di immatricolazione è bene accertarsi della lecita provenienza del mezzo.
Per le moto demolite dai proprietari con consegna della targa al PRA occorre, per la loro reimmatricolazione, che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di anzianità.
La strada da percorrere è lunga e può anche non condurre alla meta: visura, certificato d’origine, scrittura privata di compravendita da effettuare presso un notaio.
Poi, una volta restaurato il mezzo, si continua con: iscrizione al registro storico dell’ FMI, visita di collaudo alla motorizzazione che, se dovesse andare a buon fine, permetterà di ottenere targa e permesso di circolazione provvisori in attesa dei documenti definitivi.
Le operazioni possono sembrare semplici, ma purtroppo non è così.
Per chi non avesse tempo da spendere, o poca pazienza, è consigliabile rivolgersi a delle agenzie specializzate che penseranno a risolvere anche i casi più ingarbugliati, ma che naturalmente, si faranno pagare profumatamente!
(Questo articolo lo trovate anche nella rivista Sicilia Moto di giugno 2008).
(Questo articolo lo trovate anche nella rivista Sicilia Moto di giugno 2008).


 
 


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