Moto Guzzi V7 Classic. Il mito è tornato?
Quando fu presentata al motosalone sembrava semplicemente un’esercitazione stilistica sul tema Guzzi V7 e invece questa moto è entrata in produzione e a quanto sembra è già in vendita dai concessionari.
La sigla V7 ha sicuramente fatto vibrare le corde delle rimembranze ai vecchi guzzisti, quelli che in passato hanno avuto la fortuna di possederne una o altri che hanno sbavato al solo vederla ma che non avrebbero mai potuto permettersela.
Vorrei tranquillizzare questi signori facendo presente che questa moto non ha nulla a che vedere con la vecchia V7 Sport, divenuta ormai un mito.
Sotto il bellissimo serbatoio preso pari pari dalla sua antenata poi non v’è più nulla che possa anche lontanamente somigliarci.
E’ pur vero che sotto batte un motore a V di 90 gradi frontemarcia, ma nulla a che vedere con il biclindrico che motorizzò le vere V7.
Qui siamo dinnanzi ad un aste e bilancieri nato sotto la gestione De Tomaso che non ha mai avuto radicali innovazioni se non quelle atte a migliorarne l’affidabilità, che nelle vecchie versioni V35, V500 e V65 non brillava certo.
Adesso siamo giunti ad un 750, peraltro già montato sulle piccole Breva, che non è certo un mostro di potenza, anche se si tratta di un aste e bilancieri.
Non so quante V7 Classic potrà vendere la Guzzi, ma non mi sembra una moto che possa fare grandi numeri anche perché il prezzo non mi sembra abbastanza concorrenziale, considerando che si tratta di una piccola Breva mascherata da V7.
Prima di mettere in commercio un modello di moto occorre sempre fare alcuni conticini con ciò che offre la concorrenza e con le attuali tendenze dei motociclisti.
Purtroppo con la cifra che occorre sborsare per portarsi a casa questa V7 la concorrenza offre molto di più in termini di prestazioni, cavalli, coppia e allestimenti, senza bisogno poi di andare a raggiungere cilindrate di 750 cc.
Si fa leva, in particolare, sui nostalgici del modello e del mito che rappresenta il marchio?
Ma non credo che con questo concetto, considerato il costo di questa moto, si possano fare grandi numeri!
Il vero V7 aveva un motore che non finiva mai e non credo che questo del Classic possa esservi paragonato anche lontanamente.
Cinquanta cavalli per un 750 sono un po’ riduttivi, specie se l’impostazione della moto induce a farne un uso turistico, invogliando a viaggiare con un passeggero e del bagaglio.




 
 



Sono completamente d’accordo con quanto dici nel post. La Guzzina non sarebbe nemmeno brutta (a me piacciono le moto “classiche”). Però per quel prezzo ci si aspetterebbe molto di più, non solo in termini di potenza (un po’ pochi 50 Cv per un 750, ma ci si potrebbe pure accontentare). E’ un po’ tutto troppo “povero”. Se alla Guzzi avessero puntato su un prezzo d’attacco, almeno 2/3000 euro in meno, sarebbe stata una grande occasione. In fondo, fino a poco tempo fa la mia Giallina (una piccola Kawa ER5 500 cc, 50 Cv) veniva venduta a meno di 5000 euro. Certo, altro fascino che le Guzzi, ma per quel target era molto azzeccato. Peccato, secondo me è un’occasione persa…staremo a vedere.
Caro leox, lo hai proprio detto testualmente nel finale del tuo post: “secondo me è un’occasione perduta”. E di occasioni la Guzzi ne ha perdute tante. Vui un esempio? La Bellagio, una moto assemblata con parti delle altre grosse Guzzi (potevano almeno metterci un serbatoio dverso e non quello della California) e che vuoi per il prezzo elevato vuoi per la sua estetica non tanto avvincente, rimane invenduta presso i concessionari. Forse si poteva fare uno sforzo maggiore e creare una moto a prezzi più contenuti e dalle caratteristiche più concorrenziali. Nella mia città (Palermo), non ne e ho mai vista circolare una, così come si incontrano raramente delle Griso e rarissimamente delle Norge.
Fa anche rabbia vedere i tutori dell’ordine che se la scialano con dei stupendi ed affidabili boxer BMW. Peccato, abbiamo anche perso le commesse dello Stato. Certo, un motivo ci sarà stato!!!
Ma ritornando alla nostra Classic sinceramente non vedo per lei grossi sviluppi.
Ciao
Melus
concordo sia con leox sia con Melus. Occasione persa. Avrebbero potuto fare come la Triumph, copiando pari pari il modello vecchio e riducendo il prezzo di almeno 1000 euri.
Non mi è passata neanche per la testa l’idea di comprare questa moto…
Qualcuno la comprerà ma si renderà presto conto che altro non ha comprato (a caro prezzo) che una brevina vestità da V7.
Melus
io l’ho provata e mi piace molto ….
per i grandi strateghi del mercato, dico soltanto che a pochi giorni dal lancio sono arrivate così tante richieste che per poter avere questa moto bisogna aspettare un bel po.
pertanto credo che il prezzo sia adeguato.
e poi aggiungo che la moto guzzi è un marchio che rappresenta un mito non credo che la strategia di fare moto per tutte le tasche come le giapponesi sia quella giusta.
capisco il rammarico per molte persone che vorrebbero comprarne una ma non possono.
ma l’esclusività si paga.
la guzzi produce poco + di 3000 moto l’anno
avendo posseduta una guzzi v7 di cui ne ero innamorato oggi rimane
il rammarico
è cioè che da oltre 30 anni la guzzi non riesce piu a sorprendere, ne con linee nuove ne con la normale evoluzione tecnica che sarebbe stata d’obbligo vedi bmw
peccato …. dov’è finito il design italiano
forza guzzi risorgi
@ettore
Anch’io ho posseduto una V7, (la prima serie con serbatoio piccolo) e posso dire che ancora oggi ne ricordo le sue qualità, l’italianità del suo design, le peculiarità della sua meccanica. Siamo negli anni ’70 ed a distanza di oltre quarant’anni questo stupendo progetto di motore a V rimane identico nella sua struttura. E questo è un bene poichè caratterizza immediatamente il marchio Guzzi. Non vedrei oggi una Guzzi con un bicilindrico parallelo fronte marcia ne tanto meno con un V longitudinale tipo Harlei. Vedrei invece un motore a V rivisto completamente nell’estetica, dal basamento più snello, più compatto, più leggero e raffreddato a liquido. Per quanto riguarda il design penso che la Guzzi abbia ultimamente prodotto delle moto dalla linea interessante. Vedi per esempio la Griso. Peccato che alcuni modelli, sul nascere, hanno avuto dei problemi di giovinezza che ne hanno subito inficiato l’immagine.
Peccato sì.
Io l’ho vista ed è molto bella.
Peccato che secondo me non sia all’altezza delle aspettative, sia per motore che per prezzo.
Però se avessi i soldi, forse potri cascarci. Non so…
@Fidel
L’ho vista parcheggiata e mi sono soffermato a guardarla. Dico anch’io peccato poichè la moto è molto bella ed ha molti richiami che ricordano la sua antenata V7. Un motore più prestante ed un telaio più concreto avrebbero sicuramente reso la moto moooolto più appetibile. In quel caso il prezzo sarebbe salito un pochino, ma giustificato.
Ciao
ho una Brevina da 5 anni,25000 km,non è un fulmine di guerra, ma i cavalli e la coppia che ha permettono delle belle gite,certo che 10 cv di più non sarebbero stati male ed anche un telaio migliore anche per la V7 classic ( che è una Brevina camuffata!).
Io ho cambiato le sospensioni post con le Bitubo ed ho montato il parabrezza intermedio,ottenendo un molleggio meno secco e niente aria sul casco,per il resto nessun guaio e nessun bullone perso,solo benzina e tagliandi
@Sergio
La brevina è una moto leggera e compatta. Ottima per il neofita ma anche per chi
vuole una moto facilmente maneggiabile anche da ferno. Non convince tanto la linea della parte posteriore che sembra appartenere più ad uno scooter che ad una moto. Qualche cavallo in più poi non avrebbe fatto male anche se i suoi 50 scarsi attuali le donano molta coppia ai bassi regimi. Ho sempre asserito che una moto con 60 cavalli alla ruota puo fare di tutto. Naturalmente stiamo parlando di motociclsti che amano la guida tranquilla e che preferiscono guardare i panorami anzichè l’ago del contagiri. La Brevina con il suo motore da 750 cc. forse avrebbe potuto fare un pò di più, ma ho la vaga sensazione che questo tipo di motore con due valvole per cilindro ad aste e bilancieri non può andare oltre se non a discapito della sua affidabilità. Meglio qundi lasciare le cose come stanno e godersi pacificamente le pur buone prestazioni di questa noto che ormai sembra aver raggiunto il massimo della sua affidabilità.