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Archivio per gennaio 2008

La moto… chiamiamola con il nostro nome!

28 gennaio 2008 8 commenti

Molto spesso noi motociclisti abbiamo la consuetudine di chiamare la nostra moto con diversi appellativi: la mia bimba, la mia cara, la mia amata, la mia pupa, il gioiello, il mostro, la bestia, il ferro, etc., oppure con nomi propri di persona, naturalmente sempre al femminile.
Ma perché, mi chiedo, chiamarla così quando la moto non è nient’altro che l’appendice di noi stessi?
La moto va dove la indirizziamo, inclina fin quando lo sentiamo noi, corre se ci va di correre, trotterella se ci va di passeggiare.
Il suo motore gira bene se noi ci sentiamo in forma, sembra che vada male se siamo depressi, gli tiriamo il collo se siamo incazzati, la trattiamo coi guanti se siamo sereni.
Insomma la moto va come vogliamo farla andare noi e si comporta esattamente come vogliamo comportarci noi! Io la definirei il nostro specchio.
Quello che riflette il nostro stato d’animo, la nostra educazione, le nostre frustrazioni, il nostro carattere, la nostra maturità.
Insomma, la moto siamo noi!
E allora chiamiamola con il nostro nome!

Cara Guzzi, ridacci un bel monocilindrico!

23 gennaio 2008 Nessun commento

Dopotutto la tua magnifica carriera ha avuto maggior risalto proprio su quegli stupendi monocilindrici, che hanno motorizzato e che hanno fatto la gioia di una infinità di motociclisti, da tempi ormai immemorabili.
Poi hai chiuso con i mono, vuoi perché le mode dettavano motori plurifrazionati, vuoi perché il monocilindrico non si prestava molto bene come propulsore per le nuove maxi degli anni ’70.
Il motore a V di 90 gradi, montato per prima sui mitici V 7 e poi, nella versione ridotta, sui piccoli bicilindrici della gestione De Tomaso, hanno decretato la fine dei tuoi stupendi mono dal timbro baritonale e dall’affidabilità da riferimento.
Perché non tornare a costruire un bel monocilindrico, ma non di quelli che sembrano fatti con i mattoncini della Lego e infilati dentro il telaio a martellate, tanto lo spazio è risicato!
Parlo di quei motori belli anche a vedersi, incorniciati da un bel telaio che lascia respirare tutto il resto e con dei cilindri turriti e ben alettati (lasciamo stare il raffreddamento a liquido per motori plurifrazionati e ben più potenti) che lasciano traspirare tutta la potenza del motore e che danno una immediata riconoscibilità a tutto lo stesso prodotto.
Penso che oggi sia il momento giusto per cominciare a sfornare qualcosa del genere, vuoi per gli elevati costi del carburante, vuoi perché sempre più frequentemente si levano gli appelli di quei motociclisti “puri” che sono convinti che con un buon monocilindrico ci si può ancora fare di tutto.
Allora, forza Guzzi, esci qualche bel progetto che sicuramente sarà chiuso da tempo nei tuoi cassetti e che non ha visto la luce solo perché le mode e l’opulenza che regna oggi in ognuno di noi ne hanno sconsigliato la sua realizzazione!

Foto di “Melus”

23 gennaio 2008 2 commenti

Melus alla guida di un prototipo che ha poi ispirato i costruttori motociclistici a realizzare i moderni quad :)

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Foto di “Ciccio”

20 gennaio 2008 3 commenti
Ciccio e la sua Ducati Monster 600 - Macari (San Vito Lo Capo)

Ciccio e la sua Ducati Monster 600

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La prevenzione!

17 gennaio 2008 4 commenti

Le statistiche parlano chiaro: ogni anno vi è un aumento crescente di incidenti motociclistici mortali, e purtroppo quando si parla dei motociclisti dobbiamo includervi anche scooter e ciclomotori.
Adesso i mass media e anche i nostri legislatori non fanno altro che parlare di prevenzione, come sistema per evitare che si avverino incidenti.
Meglio prevenire che curare!
E su questo siamo d’accordo!
Ma come intendono attuare questa benedetta prevenzione?
Forse aumentando l’organico dei tutori dell’ordine preposti al controllo della circolazione stradale?
Niente affatto, la prevenzione oggi si attua installando ovunque marchingegni elettronici, vedi autovelox, tutor, T-Red, ovvero il semaforo che rileva il passaggio con il rosso, telecamere di controllo delle corsie preferenziali e qualche altra diavoleria che ancora nemmeno noi conosciamo.
Ma in che cosa consiste questa prevenzione?
Uno corre in autostrada a 180 Km/h e l’autovelox lo immortala con un bella fotografia ad alta risoluzione?
Lui naturalmente non se ne accorge neanche  e continua imperterrito nella sua allegra marcia.
L’indomani lo fa nuovamente, e così nei giorni o mesi a venire.
Gli autovelox continuano ancora a regalargli belle istantanee e lui continua ancora imperterrito a mantenere la sua media velocistica.
Quando poi un giorno cominceranno ad arrivare i primi verbali, forse, comincerà a capire che sarà il caso di calmare i suoi bollenti spiriti.
Ma prima di quel momento lui continuerà  a rappresentare un pericolo per l’incolumità altrui e quella propria.
La stessa cosa dicasi per i semafori che rilevano il passaggio con il rosso o le corsie preferenziali con telecamere di controllo, e così via dicendo.
Chi attua tecniche scorrette di guida continuerà a farlo per un bel pezzo prima di accorgersi che è “stato “visto” dall’occhio vigile!
Secondo il mio umile parere, senza voler malignare su questioni di introiti pecuniari e sul come vengano utilizzati i vari proventi, questa non mi sembra prevenzione, ma solo ed esclusivamente punizione!
Se poi il soggetto poco osservante delle norme continua ancora imperterrito a circolare per giorni o per mesi, questo poco importa.
Pagando la somma della sanzione pecuniaria e qualche punto tolto dalla patente lui non rappresenterà più alcun pericolo poiché ha pagato.
Questa è prevenzione?
Allora, se vogliamo che questi marchingegni elettronici servano veramente a prevenire, occorre che l’inosservante venga immediatamente informato della sua infrazione, e questo si può fare solo con la presenza di tutori dell’ordine che fermano il soggetto immediatamente dopo l’infrazione stessa, compilando il relativo verbale e chiedendone la conciliazione o meno.
Questa è prevenzione!
Certo occorre molto più personale, specie nei semafori che rivelano il passaggio con il rosso, dove un vigile deve immediatamente fermare il soggetto ed attuare la procedura di rito, con controllo dei documenti ed elevazione del verbale.
Un circolare del prefetto di Lodi, (n.993) del gennaio 2007 ha precisato che per le apparecchiature T-red (semafori con sistema di rilevamento elettronico delle infrazioni) occorre sempre la presenza di un vigile, anche se il marchingegno risulta omologato per funzionare automaticamente, effettuando in tempo reale la contestazione della infrazione.
Questa si, e chiedo scusa per la ripetizione, che è vera prevenzione!

Foto di “Albis”

15 gennaio 2008 Nessun commento

Albis e la sua Buell Lightning XB12S

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Foto di “Alex”

13 gennaio 2008 Nessun commento

Alex e la sua Honda CB 400 Four del 1977

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