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Archivio per 24 ottobre 2007

Minchia, signor harleysta!

24 ottobre 2007 6 commenti

Una moto che non frena, che non curva, che non corre.
Minchia signor harleysta, che cancello ti sei comprato.
Ti hanno venduto il ferro per oro colato.
Due cilindri da 1800 con una manciata di cavalli vapore, donano tanta coppia ma anche tanto torpore.
I calci in culo appartengono ad un’era antica, quando queste moto si contavano sulle punte delle dita.
Quant’ acqua è passata sotto i ponti e quante innovazioni ci son state ma queste moto restano sempre le stesse, come quando furono inventate.
Hanno aggiunto qualche tampone di gomma e qualche equilibratore, ma la resa è sempre quella, la stessa di un trattore.
Adesso ci sono eserciti di harleysti, rozzi, incazzati e mal visti.
Caschi neri, borchie cromate, pantaloni di pelle, tutto griffato, persino le bretelle.
Vorrebbero far credere che son dei duri e camminano sempre in gruppo per sentirsi più sicuri.
L’oscurità è il loro momento più appropriato quando con le supertrap svegliano un intero abitato.
Il fresco della notte gli è molto congeniale, perché senza di quello son difficili da raffreddare.
Con tutto quel cromo che gli hanno buttato addosso i poveri harleysti lavoreranno a più non posso.
Passeranno un quarto della loro esistenza a usar olio di gomito con estrema indulgenza.
Ma a cosa serve tanto splendore su una motocicletta se poi non cammina e si comporta come una carretta?
Che forse quei lustrini sono lì montati per attirare le allodole ed i motociclisti un po’ avventati?
Minchia signor Harleysta lo so, te ne sei fatto una ragione, ti senti un americano come nel film di Albertone.
Ma a queste moto l’Italia viene stretta, e far le curve per loro rappresenta una disdetta.
Andare su strade larghe sembra una loro inclinazione e se son sempre dritte ti risparmi qualche ruzzolone.
Ma si, in fondo in fondo sei un motociclista particolare a cui poco interessa correre, e per nulla piegare.
Il sound della tua moto ti ripaga di tutte le torture, dai quintali che devi sostenere e dalle immense calure.
I pantaloni di pelle che tu indossi non sono certo un’opzione, ti fanno tanto figo ma ti proteggono da una sicura ustione.
Michia signor harleysta, lo so che sei innamorato di questo sound che tiene sveglio un intero abitato.
Adesso non contento di tutto questo sei andato persino in Vaticano a far sentire al Papa un po’ del tuo baccano (vedi articolo dal titolo “ed il Papa si svegliò!”).
Era notte fonda e tu l’hai svegliato, dalla sua finestra si è accesa una luce ma non si è affacciato, è rimasto a letto a meditare su questa umanità che è proprio da… gettare. Qualcun altro quella sera si è svegliato, non era il Papa ma solo un semplice impiegato, si è accesa la luce ma non è rimasto a letto a meditare, si è semplicemente affacciato mandandovi tutti a ca@@re.
Si scherza :)

Minchia, signor automobilista!

24 ottobre 2007 Nessun commento

HummerSu questo mezzo che di equilibrio non ne vuol sapere, tu mi tagli la strada, senza pensare a cosa potrebbe accadere.
Minchia signor automobilista, se non avessi avuto un po’ di esperienza sarei già finito a terra, steso ad aspettare un’ambulanza.
Tu segui la legge del più grosso e del più forte perché sai benissimo che noi motociclisti non sfidiamo la sorte.
Ti sei comprato il SUV, un mostro alto due metri e cinquanta con delle ruote che solo a guardarle uno si spaventa.
Ma che ci devi fare con questo carro armato se giri sempre in città e non sei un soldato!
Di lassù tu domini il mondo con il tuo sguardo, mentre le auto dei comuni mortali sono solo un ricordo.
E quando ti accosti a noi dall’alto del tuo casotto ci guardi come per dire, scansatevi o vi metto sotto.
Seduto sulla tua poltrona di pelle primo fiore guidi con un occhio alla strada ed uno al televisore.
E mentre conversi con l’amante usando il vivavoce mi mandi a quel paese se ti lampeggio con la luce.
Lo so che c’hai i soldi per mantenere quel carrozzone, che paghi il bollo salato e anche l’assicurazione, ma tutto questo non ti deve far pensare che puoi salirci addosso e mandarci tutti a ca@@re.
Hai speso 60 mila euro in contanti o ti sei subissato di cambiali, per dimostrare cosa, che tutti non siamo uguali?
Lo Stato vi protegge e ve lo ha dimostrato perché dove lo trova un fesso che paga così salato.
Un piccolo spostamento a voi costa una liquidazione, cinquanta litri di benzina per recarsi alla stazione.
E se poi ci vuoi fare un viaggetto con quanto spendi ci sistemi un senzatetto.
Minchia signor automobilista che pollo che sei stato, ti sei fatto un mausoleo per far campare lo Stato.
Adesso si comprano anche gli Hummer, dei mezzi militari, che gli americani adoperano per far le guerre e per i safari.
Te li vendono anche con dei gadget di guerra, con vetri blindati, mitragliatrici e missili terra terra.
Io già ti vedo circolare nel centro urbano pronto a sparare a chi ti capita sottomano.
Minchia signor automobilista che mi sembri strano, ora che sei sceso dal tuo SUV mi sembri quasi un nano.
E dire che lassù sembravi un gigante, tanto eri tronfio e dal comportamento arrogante.
Adesso che ti muovi senza le tue coperture, ti vedo persino timido e pieno di paure.
Si scherza :)

Minchia, signor poliziotto!

24 ottobre 2007 1 commento

Dopo la mia recente separazione, la batosta degli alimenti, le spese di convocazione, mi faccio un giro in moto per scaricare un po di bile e lei che fa, mi punta il suo fucile?
Minchia signor poliziotto, in una stradina che manco ci passa un cane e che sono più le buche che il catrame, lei mi contesta 600 eurini che tolgo dalla bocca dei miei bambini.
Anche 10 punti dalla patente mi ha levato, proprio oggi che mi sentivo risollevato.
Minchia signor poliziotto, con quel laser mi ha fregato!
Ma non potrebbe chiudere un’occhio, anzi il suo obiettivo, e dire al suo collega che non sono recidivo, che proprio quel giorno ero un po’ disorientato e che un po’ d’aria in viso mi avrebbe ritemprato.
Dopotutto m’ha puntato a duecentoventi su una moto che nemmeno li senti, e per di più ero soprapensiero, preso dalla rabbia e dal desiderio.
Minchia signor poliziotto, quando l’ho visto ho subito frenato perché forse andavo un tantino più sparato, mi pare che lago fosse sui trecento, ma glielo giuro che l’ho tenuti solo per un lampo.
Il limite è 50, io lo capisco, e 170 in più sono un abbisso, ma caro agente cerchi di capire, non sono moto fatte per soffrire! 100 all’ora io li faccio in una tirata, con la prima marcia sempre ingranata, e se scendo a 50 e infilo la seconda il motore pare che si spenga.
Minchia signor poliziotto, mi lasci andare, 600 euri sono tanti e ciò le rate da pagare.
Faccia finta che quel raggio ha colpito qualcosa di passaggio, un oggetto non identificato che filava come un dannato.
Lei dice che non si può fare?
E che anche il mezzo mi verrà sequestrato?
Michia signor poliziotto come mi ha incu#@to.
Si scherza :)

Minchia, signorina “zainetto”!

24 ottobre 2007 Nessun commento

In questa domenica di maggio, che una volta era di primavera, mi sembra già ferragosto tanto il caldo e la gente che c’era.
Tutti in coda a 50 all’ora, fra auto, furgoni e camper della malora.
E mentre fradicio di sudore maledivo la mia giacca di cordura le mie labbra si screpolavano per il caldo e per l’arsura.
Avevo sbagliato tutto quel giorno, pensando al fresco del ritorno.
E mentre maledivo l’attimo in cui intrapresi quella missione, una moto tutta verde si affiancò al mio borsone.
Nulla da ridire per quel colore troppo sgargiante, ma una cosa mi lasciò di stucco veramente.
Una ragazzetta seduta sopra un trespolino, spalmata sulle schiena di quel povero tapino, e la cosa che attirò la mia attenzione fu vedere il suo sedere senza veli né immaginazione.
Minchia signorina zainetto, io sono qui che sudo sotto questo scafandro e lei mi mostra il culo, ma stiamo scherzando?
Che lei non senta freddo è questione di gioventù, ma quel culo io lo vedo!
Si tiri i pantaloni più su.
Capisco che queste cose si vedono anche al mare, ma qui siamo in autostrada e non dovrebbe capitare.
Adesso che la moto è dinnanzi a me l’immagine si fa più interessante, e mi accorgo di un altro particolare veramente inquietante.
La ragazza è tutta rannicchiata che sembra stia per essere “montata” e sotto il suo sedere, quasi a contatto dei pantaloni, spunta un coso nero……. è lo scarico Termignoni. Minchia signorina zainetto, ma quel coso sotto le chiappe non le fa nessun effetto?
Adesso la strada si fa libera e la colonna comincia a camminare ed anche le nostre moto riprendono a tirare.
Lo zainetto si sistema meglio in quella posizione strana, dallo scarico esce un tuono e la moto si allontana.
Il suo cavaliere ha aperto la manetta e adesso di adrenalina faranno incetta.
Ma prima di schizzare via lei mi lancia un sorrisino.
Sembra volesse dire: ti è piaciuto il mio spettacolino?
Si scherza :)

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