Photobucket

Vespa LML Star 4T 125-150

25 febbraio 2010 Melus 2 commenti

LML Star 4T (2010)

Le ho viste giorni addietro davanti ad un concessionario.
Erano tre, tutte messe in riga e con colori sgargianti… farcevano proprio una gran bella figura!
Pensai:” ha fatto bene la Piaggio a ripensarci… sarebbe stato veramente un peccato toglierla di produzione”.
Ma guardando attentamente la fiancata che protegge il motore qualcosa mi lasciò perplesso.
Non si trattava del solito “vespone” Piaggio!
Qualcosa di più massiccio e squadrato trapelava dalla parte sottostante il fianchetto in metallo che ricopriva il motore.
Il concessionario si rese subito conto delle mie perplessità e si premurò a dirmi che non si trattava di una Vespa Piaggio ma della LML Star Deluxe, prodotta in India sotto la supervisione della LML Italia.
Personalmente non ho mai apprezzato i prodotti industriali provenienti da quel luogo, come la precedente Vespa, o la Royal Enfield.
Ma questo prodotto sembrava tutta un’altra cosa.
Non so se i materiali usati siano come i nostri, ma si sa… ormai tutto il mondo è paese!
Ma vediamo adesso com’è fatta questa LML.
Dicono che la scocca sia di acciaio con interposizione di parti a traliccio per meglio sostenere il motore.
La diversa conformazione degli attacchi del  motore ha consentito lo spostamento di quest’ultimo verso la parte centrale, migliorando così la disposizione dei pesi.
La LML produce un 125 ed un 150,  entrambe in versione due tempi e quattro tempi.
Mi interesserò in questo articolo della versione 4 tempi poiché mi vengono spontanee delle riflessioni.
La Piaggio attualmente non produce più la Vespa PX in quanto sembra che il motore due tempi abbia dei problemi per adattarsi alle severe norme antinquinamento.
Ma come si può mettere fuori  produzione  un mezzo così geniale che è diventato un mito, la cui storia tutto il mondo ci invidia?
Il motore a due tempi è ormai finito?
Va bene, allora rifate la Vespa PX così com’era… ma con il quattro tempi.
Doveva essere una fabbrica indiana a pensarci?
E non credo che alla Piaggio manchino i progetti e i materiali per costruire un 125, un 150, e perché no, un 200 quattro tempi e di ottima fattura.
Ma non si accorgono i signori della Piaggio di quante Vespa  circolino ancora in Italia e all’estero?
Di quanto siano affezionati gli italiani a questo progetto?
Pensavano che l’amore verso la PX si fosse affievolito per via della frizione e del cambio al manubrio… in un panorama di motori dove basta girare  la manopola dell’acceleratore e si fa tutto?
Si sono sbagliati di grosso!
Molta gente odia i cambi automatici e la plastica, anche se oggi le nuove generazioni le preferiscono.
Gettare tutto questo alle ortiche mi sembra veramente una cosa insensata.
Forse un giorno ci ripenseranno?
Ma faccio presente che la LML stà già andando molto forte  e non vorrei che la nostra Vespa PX perdesse questa bella  opportunità!

Categorie:Novità, Riflessioni Tag: , , , , , ,

La moto d’epoca: una grande passione ostacolata da troppe regole

10 febbraio 2010 Melus 7 commenti

Acquistare una moto d’epoca da restaurare è di per se un’impresa abbastanza impegnativa.
Se poi ci mettiamo che è pure radiata o che è priva di libretto e di targa, allora la cosa diventa davvero problematica.
Il consiglio sarebbe quello di trovare una moto ancora marciante, dove il proprietario è in regola con i documenti, bollo e quant’altro.
Ma purtroppo è sempre più difficile trovare occasioni del genere, e chi vende mette in conto anche questi fattori per far lievitare il prezzo.
E allora quando ci si imbatte in un modello che desta il nostro interesse ma che purtroppo risulta radiato o privo di documenti, dobbiamo fare un pò di conticini e mettere anche nella bilancia un non indifferente esborso di denaro (oltre che una notevole perdita di tempo) per risolvere tutti i problemi del caso.
Difficilmente ci si imbatte in un lungo restauro per il solo fine di ammirarla all’interno del proprio box… chi resisterebbe al desiderio di farsi una bella sgroppata con il proprio “gioiello”?
Quindi si finisce sempre per incappare nelle complicate maglie della burocrazia.
Sembra comunque che i nostri legislatori ultimamente si stiano finalmente interessando a mettere un pò d’ordine in questa giungla, o meglio, di cercare di uniformare tutta la parte burocratica e la parte interpretativa delle leggi, decreti, delibere, circolari, scappatoie, interpretazioni e quant’altro regola questo settore. Speriamo che ciò avvenga presto e che tanti di quei “gioielli” tenuti segregati nelle cantine e nei box dei collezionisti, ritornino a vedere a testa alta, la luce del sole.
Dopotutto questi mezzi rappresentano delle vere e proprie opere d’arte, un bene della comunità, e come tale vanno quindi incentivate, salvaguardate e agevolate.
Inquinano troppo?
Non rientrano nelle norme anti inquinamento?
Ma cosa volete che inquini un mezzo che esce così raramente?
Sono pericolose perché mal frenate?
Ma a che velocità pensate che vadano queste nonnette?
Perché tutte queste attenzioni, tutti questi controlli, tutte queste interpretazioni?
Problemi con le misure delle gomme che prima erano indicate nel libretto di circolazione in pollici mentre adesso sono in millimetri… e per poterle installare sulla nostra moto occorre il nulla osta del costruttore con relativo aggiornamento della carta di circolazione… ma daiii!!!
Revisione del mezzo con scadenza dopo un anno, ma c’è chi propone dopo due, chi dopo quattro; adesso anche il bollino blu… ma daiii!!!
Per poter iscrivere la propria moto o il proprio scooter alla FMI occorre che questi sia perfettamente rispondente all’originale.
Quindi banditi un paraspruzzi d’epoca, una modanatura cromata sempre dell’epoca, una sella o una maniglietta di sollevamento sempre di quel periodo, persino un portabollo… ma daiii!!!
Che poi mi chiedo, ma se un mezzo dev’essere di interesse storico perché non lo dovrebbero essere anche gli accessori che già montava nella sua epoca?
Non lo sanno che poi il proprietario rimonterà il tutto com’era prima?
E allora perché tutta questa farsa?
Anche le assicurazioni agiscono in modo poco uniforme (ma questo è un argomento che tratterò in un altro articolo).
Cerchiamo allora di mettere un pò d’ordine in tutta questa confusione, cercando di semplificare, semplificare, ancora semplificare e poi unificare.
Fare leggi e regolamenti che non si prestino ad interpretazioni che variano da regione a regione né tanto meno che non prestino il fianco alle scappatoie ed ai cavilli, come generalmente accade oggi.
Le moto d’epoca non sono da vedere come mostri da tenere a freno, anche se sulla carta risulteranno più inquinanti di una euro tre, due o uno, che però circolano ed inquinano per tutto l’anno.
Vediamole invece come opere d’arte, come prodotto dell’acume dei suoi progettisti, come precursori di intuizioni stilistiche e meccaniche che pur con qualche modifica e qualche aggiornamento hanno fatto scuola fino ai giorni nostri!

Foto di “Juriruy”

7 febbraio 2010 Willy 1 commento

Juriruy e la sua Kawasaki H1 Mach III

Categorie:Foto Tag: ,

Senza patentino l’assicurazione non copre il danno

2 febbraio 2010 Matteo Nessun commento

Per chi possiede un ciclomotore, è indispensabile possedere una assicurazione per ciclomotore, ma questo non è l’unico documento necessario per mettersi alla guida in tutta sicurezza e legalità.

È infatti dal 2004 che tutti i minorenni e maggiorenni senza patente alla guida di un ciclomotore devono detenere un patentino, noto anche come certificato di idoneità, che ne attesti l’idoneità alla guida.

Chi dovesse essere protagonista di un sinistro alla guida di un ciclomotore ma sprovvisto di patente di guida o patentino, anche se coperto da una delle assicurazioni motorini disponibili online, potrebbe infatti trovarsi a dover risarcire il danno causato di tasca propria, in quanto la mancanza di patentino annulla la copertura dell’assicurazione.

Una volta accertato il possesso di patentino, nel momento della scelta dell’assicurazione è importante tenere a mente che anche le assicurazioni per ciclomotori, come quelle per auto, fanno uso di parametri come il valore del mezzo, la cilindrata e l’età del guidatore per calcolare il premio da pagare.

Le diverse compagnie di assicurazioni online trattano questi fattori in maniera diversa, ed è quindi importante richiedere piú preventivi al fine di essere certi di scegliere l’assicurazione piú conveniente.

Moto Guzzi… poco pubblicizzata

22 gennaio 2010 Melus 17 commenti

Mi capita saltuariamente di assistere alla trasmissione televisiva Tg2 motori, dove quasi ogni volta, oltre ad auto da sogno, si fanno degli interessanti test, indovinate su che moto?
Naturalmente BMW!
Non ricordo di avere mai visto servizi sulla Moto Guzzi Stelvio e sulla Bellagio o ancora sulla Griso.
Me li sono forse persi?
O non sono mai stati fatti?
Ed a questo punto mi chiedo: una casa motociclistica per far effettuare un servizio su un suo modello di moto, cosa deve fare?
O meglio: sono le case motociclistiche che debbono chiedere un eventuale servizio o è lo staff del Tg2 motori che effettua liberamente le sue scelte?
E in quest’ultimo caso come avviene tale procedura?
Si sceglie la moto in base alla sua mole di vendita, al suo costo più o meno elevato, alla sua affidabilità, alla sua bellezza o alla particolare gloria del marchio?
Oppure (e questo lo pensiamo un pò tutti) devono essere le case che sborsando una certa cifra e mettendo a disposizione i loro migliori modelli possono contare su un servizio che generalmente finisce sempre per esaltare i lati positivi e dare solo qualche lieve accenno a quelli negativi?
Fatto sta che questi  servizi, creano tanta pubblicità e portano tanta acqua al mulino dei produttori.
E lo vediamo nelle vendite.
Le BMW, nonostante la crisi si vendono sempre bene, anche se a ritmi meno serrati, mentre sembra che tanti altri marchi italiani brancolino nel buio e forse proprio perché qualcuno non vuole spendere denaro o perché ancora pensa che la pubblicità o la divulgazione di un prodotto non rappresenti il motore del commercio.
Faccio un esempio: Moto Guzzi Bellagio, quasi sconosciuta a chi non è un guzzista; un pò meno è la Griso, la quale alla sua nascita ha fatto seguire una certa campagna pubblicitaria; la Stelvio è molto conosciuta negli ambiti dei blogs guzzisti, dove se ne parla moltissimo, ma purtroppo in giro se ne vedono pochissime.
Vi faccio un altro esempio: Se andate in un  salone BMW e chiedete un opuscolo su un determinato modello di moto, riceverete un opuscolo di 350 pagine dal peso di un chilo, stampato su carta patinata e con foto spettacolari… che ha volerlo valutare dovrebbe costare non meno di 10 euro a copia.
Provate ad entrare in un concessionario Moto Guzzi e chiedete un opuscolo di qualunque moto: il più delle volte non c’è nulla e se siete fortunati riceverete un misero pieghevole dal costo di 50 centesimi!

SEO Powered by Platinum SEO from Techblissonline